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Cultura
Pierre-Yves Le Duc | Erector Vesevo
di Marco Polito
Erector Vesevo incentrato sul tema delleruzione. Oltre a centinaia di schizzi preparatori, sono presenti polittici in bianco e nero, con scheletri (tratti dalla serie Medium) che si alternano a eruzioni vulcaniche, come in una scacchiera.

Trittici su tela realizzati bianco su bianco (dove la lettura del segno dovuta al passare e ripassare della pittura in innumerevoli strati) e trittici realizzati a olio su carta, caratterizzati dal contrasto fra due tipi di nero, dialogano con i fogli sui quali Le Duc ha disegnato usando inchiostro di china. Completano la mostra una tela bianca coperta da un velo di lino e un trittico viola su tela e velo di seta.

Sul lavoro dellartista francese, Diego Lama scrive:Nuove equazioni della fisica dimostrano che il vuoto non esiste: il vuoto non affatto vuoto e il nulla non affatto nulla. Il nulla una combinazione di materia e antimateria - di particelle e antiparticelle - che si disintegrano a vicenda: miliardi di miliardi di particelle compaiono e scompaiono in un milionesimo distante. Il vuoto una perturbazione infinita, un ribollio pieno di energia, eppure noi non ce ne accorgiamo, crediamo che quello sia il nulla.

Il lavoro di Pierre-Yves Le Duc tende al nulla - al vuoto - in due maniere: con la ripetitivit del segno e con la sua cancellazione. La prima strategia porta allannichilimento della parte emotiva del lavoro artistico: ogni ripetizione filtra qualcosa del segno precedente e prepara a quello seguente sempre pi inesistente. La seconda, la rimozione - il nero su nero, il bianco su bianco - sottrae materia e immagine allocchio di chi osserva: cancella, o meglio, nasconde la realt.

Entrambe le strategie producono il nulla: un nulla pieno (pieno di ripetizioni differenti o pieno di parti nascoste), un nulla che ribolle di energia, di materia e di antimateria, di bianco e di nero, di vita e di morte. Anche noi - perch anche noi siamo fatti di vuoto e di nulla - vibriamo e ci perturbiamo di fronte al lavoro di Pierre-Yves.

Spiega lartista: Il titolo della mostra Erector Vesevo preso in prestito dalla poesia di Leopardi Le Ginestre, parafrasandone un verso. Ma solo un diversivo.

Come sempre, anche per questa esposizione ho cominciato a lavorare disegnando ossessivamente, rappresentando ripetutamente lo stesso soggetto con parametri particolarmente rigidi. Allinizio del lavoro non ho mai la certezza che la strada che intraprendo mi porter da una parte specifica. Intuisco di dover andare in quella direzione, ma non saprei spiegarne bene il motivo.

Si innesca cos un processo evolutivo che fa pensare stranamente a quello dellevoluzione delle specie. Strada facendo, disegno dopo disegno, il cammino assume un senso, e scopro potenzialit delle quali sarei stato alloscuro se non avessi intrapreso il viaggio...

Limpulso iniziale nato dal desiderio di portare avanti un lavoro del mio passato (ho iniziato il lavoro sul Vesuvio nel 1993) che serve solo da pretesto per esprimere altro. Dopo la fase preliminare di ricerca sul segno, inizia il graduale avvicinamento alla visione della forte drammaticit dellopera che mi porto dentro.

Ma il mio fare questa volta pi lento, lungo e doloroso. Si tratta fondamentalmente di una modalit di avvicinamento, di un tentativo di portare avanti una visione che si riveler pian piano e che lascer stupiti. Me per primo
.

Qui su l'arida schiena / del formidabil monte /
sterminator Vesevo, / la qual null'altro allegra arbor n fiore, /
tuoi cespi solitari intorno spargi, /
odorata ginestra, / contenta dei deserti


Giacomo Leopardi
La Ginestra, 1836


Profilo biografico
Pierre-Yves Le Duc nasce in Francia nel 1964.
Si laurea alla Sorbona in letteratura italiana nel 1988. Durante gli studi si reca frequentemente in Italia, fino a decidere di trasferirsi a Napoli dopo aver ottenuto una borsa di studio.
Nel 1989 realizza le sue prime opere. Fondamentale l'incontro nel 1992 con Alfredo Bovio Di Giovanni frequentandone il laboratorio fino alla sua morte nel 1995.
La ricerca di Le Duc si concentra principalmente sulla realizzazione di installazioni monumentali dedicate a precisi luoghi, cicli di opere complesse e articolate con una forte impronta progettuale.
Esposte a Napoli sono l'opera pubblica Il Cenacolo allestita attorno all'obelisco di piazza San Domenico Maggiore nel 1994, Le nove muse e i nove poeti ideata per l'emiciclo di piazza Plebiscito nel 1995, I Quaranta Ladroni nella Napoli Sotterranea nel 1996, Medium nella sala del Lazzaretto nel 1998, GU esposta al Museo Archeologico nel 2004, Soap Opera che ritrae il ciclo dell'acqua e della vita, e altre opere come Erotoritratti, Osso-Buco, Bonificarsi, please!, Rosarno, desperate house-lives. Ha lavorato all'elaborazione di Mtastrophysique, Dbordements, APPARATO, alla video installazione O, Magigonie e ad altri progetti, quali l'installazione del video monumentale Motion Painting e l'installazione interattiva Kosmic Whore.
del 2018 la sua ultima personale dal titolo Andare avanti sino al via! esposta allo Spazio NEA.
Nel 2012 si trasferisce con la moglie e la figlia in Francia, continuando a tenere aperto il proprio atelier a Napoli.
Le Duc ha esposto in Italia (Milano, Napoli, Pavia, Salerno, Sorrento, Torino, etc.) e all'estero (del 2012 la personale ad Atlanta, Stati Uniti).
presente in importanti fiere quali Basilea Art Fair, Miami Art Fair e Artissima.

artista: Pierre-Yves Le Duc
titolo: Erector Vesevo
durata: 29 novembre 2019 - 3 gennaio 2020
dove: Spazio NEA, via Costantinopoli 53 / piazza Bellini 59 - Napoli
orario: luned - domenica dalle 9.00 alle 2.00 am
ingresso: libero
contatti: 081 45 13 58 | info@spazionea.it
20/11/2019
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