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Lettere al direttore
Parliamo di eutanasia
di Achille della Ragione
La delicata tematica delleutanasia da giorni riempie le prime pagine dei giornali e fa tornare attuale larduo quesito sullinizio della vita. Ma quanti si interrogano su quando la vita finisca?

Fortunatamente della problematica la Chiesa non se ne mai interessata e questo disinteresse ha favorito il progresso della scienza dei trapianti, a differenza delle tecniche di fecondazione assistita o dellaborto, che cozzano contro il dogma dellanimazione coincidente con la fecondazione, sancito nel 1869 da Pio IX nella Apostolicae sedis.

A questa conclusione si giunti dopo che sulla spinosa questione si erano espressi tutti i maggiori studiosi cristiani, da Tertulliano a S. Agostino, fino a giungere a S. Alberto Magno, che candidamente asseriva che il maschio possedeva unanima dopo 40 giorni dal concepimento, mentre la donna dopo 90 e S. Tommaso dAquino, sul cui pensiero si fonda la teologia e letica cristiana, che sosteneva la tesi dellanimazione ritardata, prima della nascita, ma molto tempo dopo la fecondazione.

Non mi dilungo perch vorrei invitare a meditare sul preciso momento della morte. Pochi sanno che il cuore adoperato per un trapianto perfettamente pulsante, anche se il vecchio proprietario ha il cervello che non funziona pi (elettroencefalogramma piatto).

Una situazione identica a tanti ricoverati da anni, senza speranza, nei nostri centri di rianimazione, anche loro con il cervello distrutto, ma con un cuore o i polmoni malandati che non interessano per un trapianto.

Se a questi soggetti asportassimo il cuore senza utilizzarlo sarebbe eutanasia? E come mai non lo se lorgano serve per un trapianto? Alcune cellule resistono alla mancanza di ossigeno pi delle altre, ad esempio le cellule pilifere vivono fino a 6 giorni dopo la morte ufficiale, anche dopo il seppellimento del corpo.

In caso di morte traumatica in un giovane impressionante, vegliando il cadavere, scoprire che al mattino ci vorrebbe il barbiere.

La delicata linea di confine tra linizio e la fine della vita mal si presta ad essere delineata con precisione, se si vuole trovare una risposta unicamente biologica, che non pu soddisfare pienamente.

Una verit difficile da accettare per il laico, che non voglia travalicare nella scienza come dogma. Un argomento che diverr sempre pi scottante, che ha costituito per oltre trentanni per il sottoscritto, come medico e come libero pensatore, oggetto di studio e riflessione, senza speranza oramai di una risposta soddisfacente e definitiva.

Achille della Ragione
7/10/2019
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